Radiologia
Procedure di studio
radiologico delle anse intestinali
Clisma a doppio contrasto dell’intestino
tenue
L’imaging contrastografico baritato
dell’intestino tenue è tradizionalmente
considerato il capostipite della valutazione e della
diagnosi radiologica della malattia di Crohn.
Il clisma con doppio mezzo di contrasto,
previo posizionamento di un sondino nasogastrico a
livello del digiuno e somministrazione di soluzione
di bario seguita da metilcellulosa diluita allo 0.5%,
rappresenta una metodica diagnostica con elevata sensibilità
(100% secondo alcune casistiche), specificità
(98.3%) ed accuratezza (99.3%) nelle malattie in fase
avanzata. Questa procedura non presenta significative
complicanze, se non quelle legate al “disconfort”
del paziente durante le manovre di intubazione naso-digiunale.
Il vantaggio principale dell’indagine
radiologica con clisma a doppio contrasto consta nella
maggiore capacità di valutare la profondità
delle lesioni ulcerose, nella possibilità di
evidenziare tramiti fistolosi ed eventuali lesioni
localizzate prossimalmente rispetto al limite dell’endoscopio,
ovvero lo studio delle ultime anse ileali per via
retrograda. (Fig.1)
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| Fig. 1:
opacizzazione a doppio contrasto delle anse del
piccolo intestino attraverso sondino nasoduodenale
posizionato oltre il Treitz |
Ecografia
Nei primi anni di utilizzo
dell’ecografia, l’attività peristaltica
ed il contenuto liquido gassoso delle anse intestinali,
erano considerati un ostacolo all’esame degli
organi endoaddominali. Il perfezionamento della tecnica,
avvenuto nell’ultimo decennio, ha ampliato notevolmente
le applicazioni di questa indagine nei disordini del
tratto alimentare.
L’ecografia è oggi considerata metodica
efficace nello studio di molteplici malattie intestinali,
incluse le malattie infiammatorie croniche. Studi prospettici
hanno dimostrato che l’ecografia può evidenziare
in modo accurato, sensibile e non invasivo, l’infiammazione
della parete intestinale e può quindi avere importanti
implicazioni cliniche nella diagnosi di presenza di
malattia di Crohn e di colite ulcerosa, nella valutazione
dell’attività della malattia e nella diagnosi
di complicanze.
E’ stato valutato
il valore diagnostico degli ultrasuoni in comparazione
con raggi X ed endoscopia nello studio del morbo di
crohn mostrando l’alta sensibilità (67-96%)
e specificità (79-97%) dell’ ecografia.
L’indagine consiste
in una valutazione globale del piccolo intestino e del
colon utilizzando sonde da addome standard (3.5-5 MHz),
seguita a volte da uno studio con sonde ad alta risoluzione
(7-12 MHz) focalizzato sui singoli segmenti intestinali.
Sono necessari il digiuno ed una dieta priva di scorie
nei giorni precedenti l’esame, per ridurre il
meteorismo intestinale.
L’indagine deve essere
condotta analizzando ogni singolo segmento intestinale,
valutato sia in sezione longitudinale che in sezione
trasversale.
Fondamentale è l’applicazione di una compressione
graduata, che permette di separare anse intestinali
adiacenti e di isolare i segmenti di intestino che necessitano
di uno studio più approfondito.
L’indagine può
essere completata da L’EcoColorDoppler, tecnica
non invasiva che permette di valutare quantitativamente
e qualitativamente il flusso sanguigno.
Durante la fase di attività delle malattie infiammatorie
croniche intestinali l’ECD è in grado di
evidenziare le modificazioni anatomo patologiche rappresentate
da un incremento del flusso ematico splancnico, della
vascolarizzazione mesenterica e della neoangiogenesi
nel contesto della parete intestinale con aumento dell’
apporto ematico in distretti arteriolari e venulari
vasodilatati. (Fig 2)
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| Fig
2:L ecografia basale : ansa del piccolo intestino
a pareti ispessite, ipoecogene con perdita della
ecostratificazione e scarso contenuto gassoso. |
L’introduzione dei
mezzi di contrasto ecografici ed in particolare quelli
di seconda generazione ha permesso di sviluppare le
applicazioni ecografiche per lo studio della vascolarizzazione
delle lesioni oltre che dei vari distretti vascolari.
Lo studio ecografico delle
anse intestinali con il mezzo di contrasto (CEUS: contrast
enhanced ultrasound) permette la valutazione della neoangiogenesi
infiammatoria nel contesto della parete intestinale.
In letteratura le pubblicazioni riguardanti l’utilizzo
del CEUS (contrast enhanced ultrasound) nello studio
delle malattie infiammatorie intestinali sono ancora
esigue, tuttavia i risultati sono molto promettenti,
soprattutto nella valutazione del grado di attività
della malattia e dell’evoluzione della stessa
dopo terapia proprio sulla base dell’enhancement
parietale.
Il mezzo di contratso utilizzato
dal nostro Istituto e in Italia è il SonoVue
(Bracco, Italia).
E’ costituito da una sospensione acquosa di microbolle
di esafluoruro di zolfo (SF6) stabilizzate da un involucro
di fosfolipidi, non ha particolari controindicazioni,
e sono rare le segnalazioni di reazioni avverse, per
lopiù transitorie e risoltesi spontaneamente.
Nella nostra esperienza, che dura ormai da circa oltre
sei anni, non ci sono mai state reazioni avverse o effetti
collaterali, anche lievi (Fig 3).
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| Figura
3,a,b,c,d. Rettocolite ulcerosa, primo esame:
malattia attiva grave |
a) Ecografia. La scansione
longitudinale evidenzia marcato ispessimento patologico
del colon discendente.
L’ecogenicità è marcatamente ridotta
con scomparsa della stratificazione.
b) Ecografia dopo somministrazione
di mezzo di contrasto ecografico (SonoVue).
In fase arteriosa è visibile intenso enhancement
di parete.
c) Ecografia dopo somministrazione
di mezzo di contrasto.
In fase venosa scarso il wash-out, l’ansa patologica
permane marcatamente iperecogena.
d) Ecografia dopo somministrazione
di mezzo di contrasto. In fase tardiva le microbolle
permangono nel microcircolo.
Ecografia transrettale
L’ecografia endorettale
fu inizialmente introdotta per la valutazione del carcinoma
prostatico.
Per la sua capacità di definire gli strati della
parete rettale e le caratteristiche del tessuto molle
perirettale, è stata proposta l’utilizzazione
di questa tecnica anche per la valutazione dei pazienti
con patologie anorettali associate, quali fissurazioni,
ulcerazioni, fistole e ascessi perirettali o pelvici.67
Utilizzando un trasduttore di 7MHz, si evidenziano,
dall’interno verso l’esterno, gli strati
che compongono la parete rettale.
Il tessuto adiposo perirettale
presenta in genere un pattern di echi disomogeneo, determinato
dalla componente fibroadiposa.
Alcuni autori sostengono l’utilità di uno
screening di routine per i pazienti con IBD con l’ecografia
transrettale, perché questa tecnica sarebbe in
grado di definire ascessi pararettali e paraanali e
fistole extramurali anche in assenza di lesioni mucose.
(Fig 4)
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| Fig.4:
Ecografia endoanale: scansione ottenuta a livello
del terzo medio del canale anale, in cui si osservano
plurime raccolte ascessuali con tramiti fistolosi.
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Tomografia computerizzata
Per rilevare con esattezza
l’estensione transmurale dell’infiammazione
e le complicanze intraperitoneali o extraintestinali
della malattia di Crohn e della colite ulcerosa, la
Tomografia Computerizzata (TC) sembra l’indagine
più adeguata.
La TC, d’altra parte,
come l’ecografia, non è in grado di fornire
adeguate informazioni diagnostiche nelle prime fasi
della malattia, quando le manifestazioni della stessa
sono limitate esclusivamente alla mucosa; per tali ragioni
questa metodica non rappresenta l’indagine di
prima scelta nella fase di diagnosi e di valutazione
iniziale della malattia, a meno che non vi siano condizioni
di malattia già avanzata o sospetto clinico di
complicanze intestinali o extraintestinali.
Tuttavia negli ultimi anni,
l’avvento della TC Multistrato ha consentito di
sviluppare lo studio delle patologie intestinali con
l’entero-TC ( o clisma-TC del tenue) quale valida
alternativa al clisma del tenue nella valutazione di
questi pazienti, proprio grazie alla sua capacità
di rilevare i cambiamenti patologici della parete intestinale,
il coinvolgimento mesenterico e delle strutture adiacenti
e le diverse complicanze associate alle malattie infiammatorie
intestinali.
Per una accurata valutazione
dell’ispessimento e delle alterazioni di struttura
transmurale della parete intestinale, è necessaria
una buona distensione di tutto l’intestino con
acqua, che nel nostro Istituto viene somministrata per
os e non con sondino bnasogastrico, per ridurre il disconfort
del paziente.
L’introduzione di un mezzo di contrasto iodato
per via endovenosa dovrebbe essere utilizzato in tutti
i pazienti che non presentano controindicazioni, perché
l’entità dell’enhancement della parete
intestinale è un indicatore importante del grado
di infiammazione transmurale e dell’interessamento
mesenterico.
L’indagine viene acquisita con scansioni assiali,
con possibilità di ricostruzioni a strato sottile
(0.75 mm) sia sul piano coronale che sagittale.
Per il problema della radioprotezione
la dose di esposizione nello studio TC è sovrapponibile
se non minore rispetto al clisma tradizionale, tenendo
presente la possibilità di intervenire sulla
dose modificando alcuni paramentri di acquisizione delle
immagini (per esempio riduzione dei Kv o utilizzo di
filtri).
(Fig 5, 6a-c)) .
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| Fig
5:TC del tenue: Dopo introduzione per os di acqua
si osserva buona distensione delle anse del tenue
con regolare enhancement della parete intestinale
dopo mdc ev. |
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| Fig
6a: TC del tenue: ben evidente porzione di ansa
intestinale a pareti ispessite con stenosi del
lume associata a monte e a valle da anse discretamente
dilatate. |
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| Fig
6b: Nella ricostruzione sagittale ben evidente
la dilatazione delle anse del tenue. |
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| Fig
6c: Nella ricostruzione coronale ben evidente
la dilatazione delle anse del tenue |
.
Risonanza magnetica
La RM trova comunque applicazione
nei casi in cui vi siano controindicazioni all’utilizzo
di radiazioni ionizzanti (per esempio in pazienti di
giovane età soprattutto se di sesso femminile)
e nella valutazione delle complicanze perianali, come
modalità complementare all’ecografia transrettale
e alla TC, per la sua capacità di individuare
i rapporti della malattia con il muscolo elevatore sul
piano coronale.
Recenti studi hanno dimostrato
che la Risonanza Magnetica permette di evidenziare l’ispessimento
della parete intestinale in corso di malattia infiammatoria
cronica intestinale.
Quando le immagini a sequenza veloce vengono combinate
con la somministrazione endovenosa del mezzo di contrasto
(Gd-DPTA) e con la soppressione del tessuto adiposo,
vi è una buona correlazione tra ispessimento
della parete intestinale, estensione del processo patologico
e severità dell’infiammazione.
La RM si sta dimostrando
particolarmente utile come tecnica complementare alla
ecografia transrettale nella definizione delle fistole
ed ascessi rettali e perirettali soprattutto nei casi
gravi e complessi dove è richiesto un preciso
bilancio spaziale. (Fig. 7)
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| Fig7a
e b: RM con acquisizione coronale T1 pesata prima
(a) e dopo (b) mdc ev con evidenza di ansa patologica
del piccolo intestino, a pareti ispessite con
intenso enhancement dopo mdc al fianco dx. |
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